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Terra Tremante

by Signor Marcello Bonito, Doctor and Marquis of S. Giovanni, Cavalryman of the Order of Calatrava. Following the experience of an earthquake near his home in Napoli, Italy, on June 5, 1688, Bonito decided to write an extensive chronology of earthquakes - 'from the creation of the world to present time' (1691).

Copertina e introduzione

TERRA TREMANTE
O VERO
CONTINVATIONE DE TERREMOTI
Dalla Creatione del Mondo fino al tempo presente
IN CUI
S'AMMIRANO METAMORFOSI DELLA NATURA, INGOMENTI
di Paesi, aperture, e voragini della Terra, assorbimenti d'Isole,
desolationi di Provincie, dispersioni d'Imperii, translationi
di Città, di Monti, e di Territorii, di staccamenti di
Regni, torcimenti di Fiumi, sorgive, e
disseccamenti di effi,
CITTÀ RIDOTTE IN LAGHI, ED IN CENERE, INONDATIONI
di Mare, e di Fiumi, ergimenti di Colli, produttioni d'Isole,
presipitii, e profondationi di Monti, Scaturigini di
Fuoco, Tempeste, Sterilità Fame, e Peste,
Incendii, Spaventi, e Guerre,
Parti mostruosissimi
PIOGGIE DI SANGUE, DI PIETRE, DI TERRA, DI LANA,
di Animali, di Latte, di Manna, di Grano, d'Orgio, di Vitto-
vaglie, di Cenere, di Fiamme, di Pesci, di Rane, e di
Carne, Prodigii, Mostri, ed altre stravaganze,
tutti da' Terremoti prodotte.
DEL SIGNORMARCELLO BONITO
MARCHESE DI S.GIOVANNI
Cavaliere dell'Ordine di Calatrava.
IN NAPOLI, Nella Nuova Stampa delli socci
Dom. Ant. Parrino, e Michele Luigi Mutii M.DC.LXXXXI
CON LICENZA DE'SUPERIORI
Ad istanza di Dom. Ant. Parrino

Bonito: P.1-2 Della Terra Tremante

Libro Primo

L'inaspettato Terremoto, all'improvviso, così dirompente, cosi funesto; e per sempre degno di pianto: per le larghe, e abbondanti lacrime, non solo sparse, e da spargersi dagli occhi universali dei Cittadini di questa nobile, e famosa Città di Napoli, ma altresì del Regno tutto. Accaduto in essa nell'anno trascorso 1688, il 5 Giugno giorno di Sabato alle ore 20 e 45 minuti, che durò per lo spazio d'un Credo recitato, Vigilia di Pentecoste del Signore, giorno antecedente al tanto memorabile di Domenica, Solennissima Pasqua celebrata dalla Santa Chiesa per la venuta dello Spirito Santo: nel quale gli Ebrei celebravano quella solennità in memoria della Legge Document a Moisè sul Monte Sinai: e per più secondo il loro rito Ebraico, offrivano il grano nuovo al Signore, e nel qual giorno anche il Principe degli Apostoli S.Pietro offrì il pane immacolato del Corpo di Cristo per celebrare la prima Messa nel Cenacolo di Sion. Come accenna Pamel. Tom. I liturg. Ecel.lat.
Questo per sempre memorabile Terremoto successo, come degnissimo di storia ha promosso più nobili Concittadini ingegni con le loro chiare, e famose penne, altri ha distintamente descriverne i danni, ed altri con esso far menzione d'altri molti Terremoti in diversi tempi, e varie parti del Mondo accaduti.
Quindi sospinto anch'io ed agitato dal nobile, e poderoso stimolo della virtù, posta in esercizio ancor la penna, e formata un amplia raccolta dei Terremoti della Terra, e non solo dico degli accaduti nel mondo dal tempo della morte del nostro amorosissimo Redentore Gesù Cristo in qua: ma di quegli altri molti, che dall'origine, e Creazione dello stesso mondo avvenuti si siano. Onde stimando partecipare, non ingrato cibo, ai delicati ingegni dei virtuosi, benché vecchio, frastornato, ed occupato dalle mie continue cure, ed affari: pure alla fine, tanto, e più dovendo al debito della virtù e a beneficio dei virtuosi stessi, dando alla luce del Mondo queste qualunque si siano mie fatiche, alla loro gentilezza offrendole con ogni prontezza vengo a farne liberamente cortesissimo dono.

Effetti precedenti e concomitanti dei terremoti

Bonito: P.32-34 Della Terra Tremante

I segni, che abitualmente precedono i Terremoti sono molti:
Primo, se senza alcuna causa l'acqua delle fonti si intorbidiscono, e diventano di cattivo odore: questo effetto nasce dal molto spirito, che si sforza di uscire con violenza delle Caverne, rompendo la terra mescolata con zolfo; così lo predisse Ferecide Maestro di Pitagora, nel prendere l'acqua dalla fonte.
Secondo, se l'acqua bolle nelle fonti, e venga spinta ad uscire fuori: questo viene spiegato dalla medesima causa. Ciò fu notato prima che succedesse quel notevole Terremoto in Ferrara nell'anno 1570, in quel tempo anche il Po si intorbidì, e inturmidì in anticipo.
Terzo se il Mare, senza vento si ingrossa, e insolentisce; anche questo dipende dalla medesima causa; o se i Marinari che si trovano sopra Barche, o Navi, prendendo , o tenendo qualche cosa nelle mani; quella la sentono tremare, senza vento, né flutti; perché allora incominciano ad esalare alcuni liquidi spiriti.
Quarto se precederà serenità, e tranquillità d'aria improvvisa; perché le molte esalazioni racchiuse nel seno della terra, se non possono ascendere nell'aria; ben presto troveranno la via per uscire: cosi insegnò Seneca lib.5 natur.quest.cap.I. che individuò tal segno al Terremoto occorso durante il tempo di Nerone in Campagna, ch'e' la nostra Terra di Lavoro.
Quinto, se verso l'Occaso del Sole a Cielo Sereno; appare una tenue linea, o nuvoletta distesa per lungo: così lo scrittore Aristotile lib.2.meteor,cap.7., & Plin.Histo.lib.2.cap.81. perché tale qualità di linea in tempo così tranquillo, e senza venti ; dimostra che le esalazioni stanno racchiuse nel seno della Terra.
Sesto, se nel mezzo dell'Estate insorga freddo insolito, perché le esalazioni nel passato calore generate nelle Caverne per virtù d'Antiperistasi, raccolte insieme si sforzano uscire.
Settimo se stando sciolto il sole, e senza nube; appare caliginoso e oscuro
Ottavo quando l'Eclisse del Sole grande, si fa nella coda del Dragone, perché è più fredda della testa : cosi vuole Alberto Magno in 3.meteor.tract.2.cap.14. Nono, se gli uccelli vanno con tremore volando: e non stanno fermi in una parte: cosi dal volo tremolo degli uccelli previde un prossimo Terremoto Anassimene.
Decimo, se poco prima s'odano alcuni suoni, sibili, o muggiti, che sogliono tal volta precedere, quando tentano sprigionarsi quei venti, o spiriti dalle viscere della terra.
Undicesimo, se apparirà nell'aerea fuoco a guisa di Colonna, o d'altra forma: e questo fu il segno di Calistene. Dipende ciò, che essendo molto abbondante questa materia nella concavità della Terra, alle volte ne suole stravasare qualche parte infiammata alla suprema regione dall'aere.
Dodicesimo, se precederà qualche Cometa: come fu vista nel Terremoto, che successe in Achaja; avvertito da Aristotile.
Ed oltre ai menzionati, vari sono gli effetti, che precedono i Terremoti: tal volta possono portare i Territori da un luogo ad un altro, come occorse durante il tempo di Nerone; che furono portati i prati dall'una parte a all'altra nei Marrucini, nonostante, che vi foste una strada pubblica fra di essi. Tal ora i tetti delle case fra loro sbattono, e combattono: e succede quando due venti contrari si incontrano: e questo spesso senza nocumento succede, mentre l'un moto resiste all'altro: il che succede anche fra monti, che cozzano insieme, a danno però dei territori, che vi stanno interposti, come attesta Plinio lib.2.cap.83. con quel Terremoto occorso nel Territorio Modanese; nel quale due Monti si videro colpire con gran strepito, ora assaltandosi, ora scostandosi e ora affrontandosi, e le ville, che fra essi stavano situate, con tutti gli animali che vi si trovarono, restarono estinte. Altre volte aprendosi la terra largamente, e chiudendosi; assorbe l'intera Città, senza farne restare vestigio, per la gran concavità delle Caverne, che s'aprono; con quella maniera furono divorate quattro Terre, una in Ischia, l'altra in Negroponte, l'altra in Tracia e l'altra in Fenicia. Tal volta il moto della Terra si fa per obliquo, e aprendola fa cascare gli Edifici dalle fondazioni, e le appoggia al suolo: così come successe nel quinto anno di Tiberio Cesare; (correndo gli anni del Signore 20.) che cascarono molte Città dell'Asia: come riferisce Eusebio Cesariense in Chron.fol.70.a'ter.Tredecim Urbes Terremotu corruerunt: Ephefus, Magnefia, Sardis,Mofthene, Megaechyero, Cefarea, Philadelfia, Himolus, Temis, Cume, Myrrhina, Apollonia, Diahircania. E nel Terremoto, che successe nella morte del Salvatore del Mondo si scosse la Bitinia, e nella Città Nicena, furono diroccate molte case, come dice lo stesso Eusebio in eod.Chron.fol.71. Bithynia Terramotu concuffa; & in Urbe Nicena Ædes plurime corruerunt: quæ omnia his congruun, quæ in Paffione Sal vatoris acciderunt. Suole anche portare globi di terra, e urtarli in su, e poi per debolezza delle spiriti non riportarli al suo luogo, e questo, cosi in terra, ove si vengono nati nuovi Monti: così come presso il Lago d'Averno si vide nato un nuovo Monte: come nel Mare, ove nuove Isole si sono viste sorgere. E al contrario fa sprofondare la terra con farvi sorgere l'onde: come occorse nel tempo do Marc'Antonio, e P.Dolabelia Consoli, all'or che il reciproco flusso del Mare d'Ostia, lascio in secco gran quantità di Pesci. Cosi parimenti si ammirò in quel Terremoto successo in tempo di Teodosio Imperatore, che afflisse il Mondo tutto, che furono viste le Navi, che riposavano sulle arene, portate nuoto. Qualche volta la forza degli spiriti spinge il Mare ad altezza smisurata: come accadde nell'Isole Volcane, poco lungi da Ptolemaide, che i flutti marini si spinsero cosi smisuratamente, che arrivati a terra, all'improvviso oppressero l'esercito di Trifone. Tal volta spinge i Fiumi al loro contrario camino, costringendoli à rivoltrasi indietro: come accadde nel Terremoto succeduto nella Liguria, e suoi confini, in tempo della seconda guerra Punica: Ed anche in Portogallo in tempo del Re Emmanuele nel Terremoto, che patì Lisbona, Trugillo, & Almerino, il fiume Tago uscendo delle sue rive, lascio secco il letto, con gran stupore, e terrore di chi lo vide, Succedono ancora nascite di nuovi fonti, laghi, e Fiumi: come per contrario la loro desiccatione; ciò viene prodotto dall'agitazione, e convulsione della terra: onde per tal cagione nacquero nuovi Fiumi, Fonti, e Paludi non lungi da Apamia Città della Frigia, che per addietro stavano nascosti nei meati della terra. Tal ora l'acque fredde si riscaldano, e le calde si rinfrescano: e ciò dipende dalla perturbazione delle vene della terra, o perché mutano camino, e le calde per luoghi freddi, e le fredde per luoghi caldi, e sulfurosi, prendono il camino. Tavolta nascono scaturigini di fuoco: nascendo tal effetto dall'accensione delle esalazioni. Altre volte divide i Monti intieri dalla Terra: come si dice dell'Isola do Sicilia, che anticamente fosse stata unita all'Italia; la Spagna, che su divisa dall'Africa; & Assamone, che su distacca dall'Olimpo. Alle volte produce l'incendio delle Città, come successe in Lipari: secondo narra Aristotile. Suole anco sollevare grosse Pietre, e poi lasciarle precipitare. Produce ancora mortalità d'Armenti, e precise di Pecore: per li vapori mortiferi, che si tramandano fuori dalle viscere dalla terra; che infettano l'aere, e i pascoli. E questi tal volta inducono la Peste negli Uomini: come si vide nel Terremoto occorso in Pompejana à lo scrivere di Seneca, e molte volte produce sterilità della terra per le ragioni suddette.

Effetti del mare associati al terremoto di Alessandria d'Egitto

Bonito: P.235 Della Terra Tremante

Non ardiseo formare giudizio, se quel famoso Terremoto, che accadde parimenti universale, e specialmente in Alessandria a 21 Luglio fosse stato lo stesso, che l'accennato di sopra, o pure altro. Ritrovo che molti storici si riferiscono al Testo di Amm. Marcell. Lib.26.in fine, onde m'è parso portare le sue parole per acquistare la credenza dei lettori. Lo stesso Autore lo porta cosi spaventevole, che anco lui confessa, che sembrano più favole, che verità, e pur furono da lui veduti, che occorsero dopo la morte di Procopio Imperatore nel primo Consolato di Valentiniano, e Valente. Sullo spuntare del giorno a 21.di Luglio (dice) che insorse fiera tempesta di fulmini, alla quale corrisposero formidabili Terremoti; il Mare (notate stravagante attività, e violenza dei Terremoti) s'allontano dai lidi, le navi restarono in secco, scoperse quell'elemento le sue voragini, s'aprirono l'onde, si vedevano i suoi segreti, e nel fondo apparivano i suoi mostri, ove molte valli, e monti altissimi, che si celano nel suo seno, viddero quel giorno solo la lieta luce del Sole, mentre fin dalla creazione del Mondo furono condannati a sostentare con le spalle quell'ondoso Elemento. Andavano con tale apertura gli uomini, e i legni a prendere i pesci con le mani, ed altri tesori, che le acque salse nascondevano; ma di nuovo sdegnato il cruccioso, ed incostante Pelago, quasi accortosi d'aver palesati i suoi segreti, con tanta maggior altezza sollevo i suoi flutti, quanto era stata la profondità della sua bassezza; e tornando al primo suo essere crebbe in maniera, che scompiglio quanto se gli attraversava, e come se tenesse fiera disfida con la terra, andò a cozzare seco, combattendo ostinatamente buon tratto di tempo. Ritornato dunque il mare a terra improvvisamente sommerse molti Popoli, e spingendosi, e ritirandosi restituiva alla terra i legni, e i cadaveri; furono cosi impetuose l'onde, e di si smisurata, e violente forza, che navi grandissime innalzate dai suoi furori, furono trapiantate su l'altezza de più eminenti edifici delle Città, come stranamente occorse in Alessandria, altre molte ne furono spinte due miglia lontane dal lido.

Terremoto di Norcia del 1328

Bonito: P.541-542 Della Terra Tremante

Nella Marca d'Ancona si videro di repente insorgere i Terremoti cosi fieri, che non solo la Città di Norcia, ma molte altre di quella Provincia furono smantellate. Cosi lo nota Tarcagn. Hist.del Mon nell'anno 1328. Dopo la morte di Carlo (questo fu unico figlio di Roberto Re di Napoli) prima che un mese passasse, furono nella Marca, cose fatti Terremoti, che ne andò la maggior parte della Città di Norcia per terra con la morte di più di cinquemila anime, perciò che di notte si sentì. La medesima, anzi maggior rovina, alcune altre Castelli ivi presso ebbero, perché ne uomo, ne animale alcuno vi restò vivo."

Oprò l'eccidio in Norcia questo accidente di cinquemila persone. Gio: Vill. Hist.de'suoi tempi par.Ilib.10.cap.114. rende molto spaventevole questo accidente, e va numerando alcune Castelli, contro quali infierirono i Terremoti: Cosi l'esprime: "Nell'anno 1328 all inizio di Dicembre furono diversi Terremoti nella Marca nelle contrade di Norcia, per modo che quasi la maggior parte della Città di Norcia subisso, e caddono le mura della Città, e la Torri, e Case, e Palazzi, e Chiese, e della detta rovina, perché fu subita, e di notte morirono più di cinquemila persone, e per simile modo rovino uno Castello presso Norcia, che si chiama le Prechie, che non vi rimase persona, ne animale vivo, e per simile modo il Castello di Monte Santo, e parte di Monte di S.Martino, e di Cerreto, e del Castello di Visso."

Lo stesso approva Lancellott. Hoggidi dising.43.par.I. in tal dire: "Venne il Terremoto nella marca, e specialmente in Norcia, la quale per la maggior parte andò a male, e vi perirono più di cinquemila persone per essere accaduto di notte; fu come si può credere lacrimevole."

Contempla tal caso Sardo ne Discorsi pag.191. esprimendosi in questo modo: "Nell'anno 1328. Al primo di Dicembre in una notte rovino la maggior parte di Norcia, e tutto il Castello di Prechie, con eccidio di tutti gli animali." Lo stesso Autore nella pag.206. assodando, che i Terremoti sempre sono annunci di future sciagure, fra quelli, che produssero penuria, vi annovera questo: cosi dicendo: "Seguì penuria a Terremoti in tempo d'Augusto il sesto anno di nostro Signore, ed a quello di Norcia nell'anno 1328."

Vuol, che sia succeduto tal fatto Gherardacci Hist.di Bologna lib.20. all'anno 1329. Raguagliadolo in tal modo. "Mentre che la Carestia travagliava quasi tutta Italia, nelle parte del Ducato furono cosi orribili Terremoti, che in Norcia rovinarono Case, Palazzi, Torri, e Chiese, e vi morirono più di quattromila persone, ed in quelle stesse parti nel Castello di S.Gio: di Cherso rovinò la Rocca, ed il Monastero di Voldarico Patriarca d'Aquileja, poi riedificato."

Pur Bardi nella Cronol. Produce questo caso all'anno 1329. Cosi brevemente narrando: "In Italia fu la Peste, Norcia fu sommersa dal Terremoto."

Ritrovamento di una nave in una miniera di Berna nel 1460

Bonito: P.632-633 Della Terra Tremante

Cosa molto meravigliosa fu scoperta nell'anno 1460 nel Helvetia, qual come giudicata effetto di' Terremoti, per portarla à curiosi; mi ho contentato di registrarla in questo luogo, attendendo, all'anno del ritrovamento, che é certo, non del successo, quale è incerto. Lo racconta Gaudentio Merula nella Selva di var.lett.lin.4.cap.13. in tal forma, "Nell'anno 1460. nel Paese dei Svizzeri in un luogo chiamato Berna, in cava di metalli, essendosi andato sotto terra cento braccia, su ritrovata una Nave simile à quel1e da carico con le Vele, con le Ancore, e con tutti gli armamenti, dentro alla quale vi erano 40 corpi d'uomini. Sopra questa cosa tanto meravigliosa stavano gli uomini stupefatti, non potendosi immaginare, come quella Nave fosse potuta entrare in quel braccio dell'alpe, che sono lontanissime dal mare. Molti si pensavano, che questo potesse esser 'accaduto per qualche Terremoto, ed altri l'attribuivano al gran Diluvio, che venne al tempo di Noè ed altri si pensavano, ch'ella fosse stata portata dall'impeto dei venti in qualche gran voragine, ò buca sotterranea, dove s'ascondono, e si tuffano le acque di maniera che par, che la terra l'inghiottisca. Ma sia il caso, come si voglia, basta, che la cosa fu meravigliosa, e diede occasione à molti di stupire.

Terremoto della Calabria del 1659

Bonito: P.781-782 Della Terra Tremante

Piaceva ai Terremoti il soave ambiente della Calabria, avendo voluto ritornarvi nell'anno 1659 nel giorno e 5 novembre alle 5, ore della notte: uditelo da Vinc. D'Amat. Mem.hist.di Catanz. Che accuratamente ne descrive gli effetti, "Successe l'anno 1659 un amaro lutto nella Calabria, che sarà memorabile per lungo tempo; toccava l'ora quinta d'una torbida notte il di quinto di Novembre, quando il suolo tutto della Provincia di nuovo, dopo il corso d'anni 21 si scosse così tanto impeto per buono spazio di tempo, che basto a lasciare infranta quella parte degli edifici alla totale rovina sopravanzata. Tanto della gente riuscii' maggiore l'eccidio, quanto nel più' alto della notte assalendole con le sue insidie la terra, non ammesse luogo allo scampo. Soriano non cadde, si sovverti dal fondo. Uomo, o donna di quella desolata terra, non sopravvisse, che non si fosse per fortunata stravaganza salvato. La Chiesa, il Convento di S.Domenico se ne andarono in terra in un fascio, restando tra infranti mucchi le loro magnificenze miserabilmente sepolte. Era situato questo Convento nel mezzo della falda di un monte, sotto al frontespizio di quello giace una profonda Vallata, nel seno della quale vi scorre un fiume, dove fabbricati sono alcuni Molini per comodo dei Terrieri. Un braccio del Dormitorio diroccato dai fondamenti rovino precipitoso nel vano della scoscesa: il numero dei morti ascese solamente a nove di quei Padri; le stravaganze con quali diversi si salvarono sotto le rovine, furono molte. F. Tomaso di Rossano portato della violenza del Terremoto nel seno del fiume sotto un albero di melo arancio, resto illeso nel proprio letto, dove stava dormendo sbalzato con tutto il pavimento della Camera in quel basso. Il P.F. Tomaso di Briatico portato a caso nel precipitare a basso tra due casse del tesoro, e della farina, che quella conservata nella stanze superiori, e questa nel più basso, si ritrovavano in quel disordine unite; fu trovato di la a due giorni fra quei mucchi di rotte mura fortunatamente difeso. Un Padre della Polonia, quella sera giunto al Convento, restando illeso sotto la volta d'un arco, tosto, che cesso il tremore della terra si pose a fuggire con tal spavento, che non voltassi per molti miglia addietro a rimirare quel luogo, che manco poco ad esser sua tomba. Il resto dei Padre al numero di 40, rimanendo vivi sepolti, vennero dalla pietà di quei pochi terrieri a quel naufragio sopravvissuti, dalla terra ripartoriti alla luce, ma tinti d'un tal pallore nel volto, e con la lingua dalla paura cosi aggroppata, che, com'era in fatti, sembravano cadaveri del seno dei Sepolchri scavati